I miracoli sono sull’uscio di casa. Basta saperli accogliere come fiori sbocciati in un deserto di sabbia. Sono fatti di amore, chiarezza e speranza
Romano Battaglia – Giornalista e poeta
Il fenomeno della mobilità sanitaria in Italia appare in costante espansione: oltre 750.000 persone ogni anno sono costrette a spostarsi dalla propria regione per ricevere cure adeguate. La Lombardia, e in particolare l’area metropolitana di Milano, rappresenta il principale polo di attrazione grazie a centri di eccellenza come l’Istituto Nazionale dei Tumori, l’Istituto Neurologico Carlo Besta e l’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Tuttavia, a fronte di un sistema sanitario d’avanguardia, rimane una forte carenza di alloggi accessibili per pazienti e famiglie, soprattutto nei percorsi di cura prolungati che coinvolgono bambini e ragazzi.
Per rispondere a questo bisogno nasce la nuova Casa di Accoglienza di CasAmica di Segrate, con 75 posti letto per pazienti e familiari, in un ambiente pensato non solo per ospitare, ma per accompagnare. Su cinque piani, il terzo e il quarto saranno dedicati in modo specifico all’utenza pediatrica, con camere doppie e spazi progettati per il benessere dei più piccoli.
Nel percorso di cura, soprattutto quando coinvolge bambini e famiglie costrette a vivere lontano da casa, l’ambiente fa la differenza.
Fondazione Venesio sostiene il “Progetto 3.000 CasAmica” – 3.000 mq per l’accoglienza dei malati lontani da casa di CasAmica, contribuendo alla realizzazione di spazi orientati all’umanizzazione della cura, che vanno oltre il semplice posto letto, ma offrendo continuità familiare, supporto psicofisico e relazionale.
Terrazzo e giardino: il verde che cura

Con il nostro contributo, sarà realizzato l’allestimento del terrazzo al quarto piano della Casa e del giardino. L’obiettivo è trasformare un’area esterna in un luogo sicuro, attrezzato con arredi ergonomici e strutture ludiche dove i bambini possano ritrovare il diritto al gioco e all’aria aperta.
È un investimento fondamentale per la salute psicologica delle famiglie, offrendo uno spazio di decompressione lontano dalle corsie ospedaliere.
Perché anche un giardino, se progettato con cura, può diventare parte della terapia.

